A proposito di nuovi media… Guarda un po’ qui, amico… La prima volta che ho visto questo video pensavo che il baldo giovane fosse posseduto…

Questa è realtà. Questo succede quando si superano i limiti…

“Assuefazione da Internet”, “uso patologico di Internet”, “dipendenza da Internet”, questi sono i nomi attribuiti allo stesso fenomeno. Secondo alcuni studiosi, “la dipendenza da Internet, al contrario di quella per l’alcool o le droghe, non prevede l’intossicazione da sostanze. Per questo motivo, […] non sarebbe corretto definirla una vera e propria […] dipendenza.
È però vero che, nonostante il comportamento di chi abusa di Internet non preveda l’assunzione di sostanze intossicanti, questo problema si configura per tutti gli altri aspetti come una vera e propria dipendenza, prevedendo assuefazione e sindrome da astinenza.”

L’individuo affetto da questo tipo di mania, solitamente presenta molti dei seguenti comportamenti:

  • Il tempo trascorso a giocare ai videogiochi deve essere sempre maggiore;
  • Aumento dell’ansia e disturbi del sonno, dell’alimentazione o dell’umore;
  • compromissione della salute, ad esempio il sovrappeso dovute alla vita sedentaria;
  • tendenza a trascurare altri interessi (scuola, lavoro, sport, amicizie, hobby ecc..);
  • difficoltà scolastiche e/o lavorative (scarsa attenzione, concentrazione, difficoltà di apprendimento ecc..);
  • compromissione dei rapporti sociali (isolamento, litigi per accaparrarsi i videogames, rapporti incentrati, specie in riferimento ai giochi di ruolo, sulla comunicazione virtuale);
  • problematiche psichiche di carattere dissociativo, riduzione della facoltà di critica o scollamento dalla realtà (le tante ore passate a giocare possono creare una frattura tra il mondo reale e quello virtuale, allo stesso modo, specie in adolescenza, si può compromettere il sano sviluppo dell’identità);
  • problematiche astinenziali quando il soggetto non può giocare (ricorrenti pensieri riferiti al gioco, irrequietezza, disforia ecc..);
  • tendenza a compiere azioni “illegali” ( per es. bullismo) o a mentire per procurarsi i soldi per i videogiochi.

Oggigiorno, il gioco ha assunto caratteristiche ben diverse rispetto a quelle che per secoli ne hanno garantito il ruolo di “fucina della socializzazione”, in particolare alcune caratteristiche dei moderni giochi (videogiochi) sembrano favorire, se utilizzati in  eccesso, lo sviluppo di forme di disagio che, soprattutto in  personalità predisposte, possono evolvere in vere e proprie problematiche psicopatologiche.

In realtà “l’aspetto ludico e la funzione del gioco sono ingredienti fondamentali per un sano sviluppo dell’individuo; è attraverso il gioco che il bambino inizia ad apprendere quelle regole e ruoli che rappresentano un elemento indispensabile nel processo di identificazione e socializzazione del fanciullo.

È innegabile che i  videogiochi rappresentino l’evoluzione tecnologica delle diverse forme di gioco e possano indurre effetti positivi:

  • stimolano le abilità manuali e di percezione, oltre che la comprensione dei compiti da svolgere;
  • abituano a gestire gli obiettivi;
  • favoriscono l’allenamento alla gestione delle emozioni e lo sviluppo dell’abilità di prendere rapidamente delle decisioni.
    Alla luce di questi dati, non sono quindi genericamente da criminalizzare, ma dipende dall’uso che se ne fa.

Secondo Cesare Guerreschi, il fondatore del S.I.I.PA.C.  (Società Italiana di Intervento Sulle Patologie Compulsive), “la realtà virtuale può offrire stimoli maggiori alle personalità più deboli, consente una facile identificazione con gli eroi virtuali  dei videogames e permette di estraniarsi dalla noia.”

Aggiunge poi Gaspare Costa, psicologo, specialista in psicoterapia cognitivo-comportamentale: “insegnare a distinguere tra queste due realtà (compito che a mio avviso le Istituzioni  e le principali  agenzie formativa ed educative, tra tutte la Scuola, non possono trascurare) significa dotare l’adolescente degli strumenti necessari per sviluppare innanzitutto un senso di responsabilità e, soprattutto, ad evitare che egli si senta un estraneo nella propria quotidianità, misurando valori, emozioni e gratificazioni in relazione a questa sua attività ludica multimediale.”

Come al solito, se vuoi approfondire l’argomento, ti lascio questi link…

Alla prossima, caro lettore,

Francesca

http://www.disturbipsichici.info/mio%20sito/videogiochiaddiction.html#_ftn1

http://marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com/ita/blog/468684

http://www.siipac.it/

http://www.psicologo-parma-reggioemilia.com/dipendenza_internet.html